Archivio di Stato di Trieste

INTRODUZIONE

La prima rivelazione geometrica a fini catastali per la città di Trieste e il suo territorio, risale all'epoca della Restaurazione. Fu per volontà di Francesco I che per la prima volta si dispose, con Patente sovrana del 23 dicembre 1817, la formazione di un catasto unico dell'imposta fondiaria esteso a tutte le province austriache, tra le quali anche la città di Trieste e il suo territorio. Da tale iniziativa il catasto prese, e conserva ancora oggi, il nome di Franceschino.

Nel Litorale austriaco le prime operazioni di registrazione e misurazione dei beni immobili si svolsero per lo più tra il 1820 e il 1827, sotto la supervisione d'una commissione provinciale del censo con sede in Trieste. Successivamente, nel 1869, secondo il disposto della Legge del 24 maggio dello stesso anno, le autorità diedero inizio ad un aggiornamento dell'estimo.

a conservazione delle mappe e degli elaborati relativi all'intero Litorale austriaco fu affidata inizialmente al governo provinciale, e successivamente alla Direzione di finanza del Litorale in Trieste. Una volta soppressa tale Direzione, nel 1923, il materiale fu conservato presso il locale Ufficio tecnico erariale che, infine, lo versò all'Archivio di Stato di Trieste, che tutt'oggi lo conserva.

Il fondo, completamente riordinato e inventariato (Inventario a cura di Maria Carla Triadan), è concettualmente diviso in due gruppi principali, il primo riguardante la città di Trieste con i suoi comuni censuari, il secondo riguardante le province un tempo appartenenti al Litorale (Fiume, Gorizia, Istria, Zara e parte della provincia di Udine).

All'interno di questi gruppi di materiale si trovano le varie serie delle mappe, dei protocolli delle particelle, degli operati d'estimo e dei reclami (2005 registri elaborati).

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